I nostri progetti

IL NOSTRO IMPEGNO PER I BAMBINI CON AUTISMO – PROGETTO CASA GIOIA

Ogni giorno, troppe famiglie si trovano costrette a rinunciare alle terapie per i propri figli con disturbi dello spettro autistico, anche quando i costi sono ridotti. Non è la motivazione a mancare, ma l’opportunità. Alcune famiglie non riescono nemmeno a iniziare. Altre iniziano, ma si fermano troppo presto. A Casa Gioia, tutto questo è realtà quotidiana: mamme e papà che arrivano carichi di speranza, ma anche di timori. Paura di non farcela economicamente, paura di perdere tempo prezioso per il futuro del proprio figlio. Ma anche una certezza profonda: prima si inizia, più possibilità ci sono.

L’autismo non è una condanna, ma una sfida. E grazie all’approccio ABA (Analisi Comportamentale Applicata), quella sfida può essere affrontata con strumenti concreti. L’ABA è una metodologia scientifica che, attraverso programmi personalizzati, lavora sui punti di forza dei bambini per aiutarli a:

  • comunicare meglio,
  • sviluppare autonomie quotidiane,
  • relazionarsi con il mondo che li circonda.

Si tratta di un percorso serio, impegnativo, che funziona davvero. Ma ha un costo: tempo, costanza, figure professionali specializzate. E per molte famiglie questo rappresenta un ostacolo insormontabile. Per questo la Fondazione Guido Franzini ha scelto di sostenere questo percorso in modo concreto. Con un contributo di 10.000 euro, abbiamo deciso di affiancare tre bambini e le loro famiglie, coprendo il 50% del costo annuale delle terapie ABA presso Casa Gioia. Questo significa garantire a ciascun bambino 4 ore settimanali di terapia, sufficienti per innescare un vero cambiamento. È un aiuto tangibile, che dà respiro a chi non riesce ad andare avanti da solo, ma non vuole arrendersi. Perché ogni bambino merita l’occasione di esprimere il proprio potenziale. E ogni famiglia merita di essere accompagnata in questo cammino, senza sentirsi sola.

JAIMA SAHARAWI: ACCOGLIENZA, CULTURA E SALUTE

La Fondazione collabora col progetto Jaima Saharawi dal 2018, un’iniziativa di solidarietà internazionale rivolta ai bambini saharawi provenienti dai campi profughi di Tindouf, nel deserto algerino. In questi campi vivono da decenni oltre 150.000 persone, in condizioni difficili, spesso senza accesso continuativo ad acqua potabile, cure mediche e servizi essenziali. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire a questi bambini un periodo di sollievo e accoglienza, lontano dalla durezza della vita quotidiana nei campi.

Durante l’estate, i piccoli ospiti vengono accolti da famiglie del territorio, dove possono ricevere cure sanitarie, vivere esperienze di socializzazione e stringere legami umani e culturali che arricchiscono entrambe le parti. È un’occasione preziosa sia per i bambini che per la comunità ospitante, che ha così l’opportunità di conoscere da vicino una realtà spesso dimenticata.

Ogni estate, il territorio reggiano si mobilita per accogliere con calore e generosità i bambini saharawi, offrendo loro un’esperienza di cura, incontro e condivisione. Il progetto si articola in diverse attività:

  • Accoglienza in famiglia per 3–4 settimane, con vitto, alloggio e partecipazione a iniziative di socializzazione locale
  • Assistenza sanitaria gratuita, grazie alla collaborazione con l’AUSL IRCCS di Reggio Emilia, che garantisce esami pediatrici e specialistici all’arrivo
  • Scambio culturale e conoscenza reciproca: i piccoli ambasciatori saharawi vivono esperienze con coetanei italiani, partecipano a iniziative educative, sportive e istituzionali
  • Contributo ai laboratori artigianali e alla costruzione di manufatti: workshop di sciarpe e cappellini da parte di associazioni femminili locali, donati ai bambini in arrivo
  • Questo progetto promuove valori di accoglienza, pace e inclusione, costruendo legami tra comunità e offrendo opportunità di cura, crescita e incontro.

“GUARDARE OLTRE”: AIUTIAMO I BAMBINI A VEDERE MEGLIO IL FUTURO

La povertà assoluta e l’impoverimento economico sono fattori che mettono a rischio la salute di molte persone, soprattutto quelle appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. In particolare, i bambini provenienti da famiglie in difficoltà economiche spesso non possono permettersi dispositivi medici essenziali, come occhiali e lenti correttive, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita e sull’apprendimento, soprattutto in età infantile.

“Guardare Oltre” nacque nel 2012 su iniziativa dell’AUSL di Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione Guido Franzini Onlus, con l’obiettivo di offrire assistenza sanitaria gratuita alle persone indigenti, italiane e straniere. Il progetto si sviluppò nel corso di sette anni e si concluse nel 2019. La necessità di questo intervento emerse con forza: molte famiglie in difficoltà economiche – a causa della perdita del lavoro, di un basso reddito o di situazioni di irregolarità – non riuscivano ad accedere a cure essenziali, come le visite oculistiche e l’acquisto degli occhiali da vista. In molti casi, ciò comportava seri problemi di apprendimento nei bambini, con un impatto negativo sul loro futuro.

Il progetto prevedeva che bambini di età inferiore ai 14 anni, italiani e stranieri, appartenenti a famiglie in condizioni di disagio economico, potessero accedere gratuitamente a visite oculistiche complete e alla fornitura di occhiali da vista. La Fondazione Guido Franzini coinvolse diverse realtà locali, tra cui Federottica, che fornì gratuitamente le montature, e l’Istituto Superiore Professionale Galvani Iodi, che si occupò della realizzazione delle lenti correttive.

“Guardare Oltre” si rivolse in particolare ai minori che:

  • non erano coperti dal Servizio Sanitario Nazionale

  • avevano un reddito che li escludeva dall’esenzione, ma che comunque non consentiva di sostenere il costo delle cure sanitarie.

Per accedere al progetto, il pediatra di famiglia indirizzava il paziente agli sportelli dei poli sociali o a Caritas Reggiana per la certificazione dello stato di indigenza. Una volta ottenuta la certificazione e la richiesta per la visita oculistica, il bambino veniva visitato gratuitamente da oculisti esperti presso la Villa Verde. Se necessario, poteva scegliere una montatura fornita da Federottica e ricevere le lenti realizzate dagli studenti dell’Istituto Galvani Iodi.

VUOI PROPORCI UN PROGETTO DA REALIZZARE INSIEME?

La Fondazione Guido Franzini crede nella forza della collaborazione e nelle idee che nascono dall’incontro. Se condividi i nostri valori e hai un progetto che può portare beneficio alla comunità, contattaci: siamo sempre pronti ad ascoltare, costruire insieme e sostenere nuove iniziative che fanno la differenza.